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sabato 30 ottobre 2010

Macchissenefrega ?




Si, ho scritto bene, con il punto interrogativo invece dell'esclamativo.
Macchissenefrega se nella nostra città non funzionano quasi tutte le isole ecologiche, accanto alle quali campeggia in bella vista un cartello che ci comunica che sono state realizzate anche con i fondi comunitari.
Macchissenefrega, tanto ci sono i nuovi cassonetti della differenziata: spesso stracolmi, il più delle volte dislocati e distribuiti come capita, lì solamente quello del vetro, là solo soletto quello della plastica, non sempre presenti quelli di carta e cartoncino.
Macchissenefrega se la raccolta differenziata è, al momento, l'unico strumento per limitare i disastri ecologici da rifiuti, con gli annessi e connessi (ambientali, sociali e di salute pubblica) che da qualche anno stiamo imparando a conoscere, nonostante le immancabili censure e cattiva informazione.
Macchissenefrega, se poi le discariche traboccano, e bisogna poi realizzarne in altri siti, o peggio costruire gli inceneritori, che nessuno vuole e che invece l'opinione pubblica dovrà digerire ed accettare come avanguardia della civiltà e della tecnologia.
Eccole le nostre isole ecologiche, nel video girato stamane, led che lampeggiano sfottenti, come a rimproverarci di essere degli illusi, quasi a dirci:

Pensavi davvero che fossi regolarmente in funzione?

Ritorno alla domanda in topic: macchissenefrega?
O meglio, a chi dovrebbe fregare qualcosa del funzionamento delle isole ecologiche, chi ha la responsabilità della loro manutenzione?
Si potrebbe, quantomeno, indicare un numero telefonico per le segnalazioni in caso di malfunzionamenti: troppo complicato?


giovedì 26 agosto 2010

Europa, sei vecchia !!!

Leggo con attenzione (ma non con sorpresa) le dichiarazioni del ministro Tremonti di ieri: dall'Ansa

'Dobbiamo rinunciare ad una quantità di regole inutili: siamo in un mondo dove tutto e' vietato tranne quello che e' concesso dallo Stato'. Lo ha detto il ministro dell'Economia Tremonti, ieri al Berghem fest, sottolineando che 'robe come la 626 sono un lusso che non possiamo permetterci.
L'Ue e l'Italia si devono adeguare al mondo
'. 'Tremonti si riferiva alla giurisdizione europea e alla sua estensione eccessiva, la sicurezza del lavoro resta essenziale', ha poi precisato la sua portavoce.

Tradotto: se siamo in concorrenza economica con paesi non al nostro grado di civiltà e di tutela di diritti fondamentali, chiaramente valgono le loro regole e non le nostre.

Questa frase va infatti letta dopo quella pronunciata al Meeting di Comunione e Liberazione appena il giorno prima.
Dal quotidiano Libero: "Una certa quantità di diritti e regole è un lusso che non ci possiamo più permettere: il rischio è di avere i diritti perfetti ma la fabbrica poi va da un’altra parte". Giulio Tremonti lo dice al meeting di Cl a Rimini. L’Europa dovrà rinunciare ai suoi standard elevati di tutela dei lavoratori perché altrimenti le imprese continueranno a delocalizzare in altri continenti. "Una certa quantità di diritti - ha sottolineato il ministro intervenendo al meeting di Cl a Rimini - non ce la possiamo più permettere."

Non è il mondo che si può adeguare all’Europa, è l'Europa che si deve adeguare al mondo.

Al di là di ogni schieramento politico, sono affermazioni che fanno male a tutto il sistema.

Noi formatori siamo quotidianamente sul campo a parlare di integrazione sicurezza-produzione, di responsabilizzazione a tutti i livelli, di cultura della sicurezza, e poi tutto il lavoro di sensibilizzazione alla conoscenza ed alla consapevolezza viene demolito dalle farneticazioni di una leadership politica senza idee e senza proposte serie, che sente forte sul collo il fiato del ricatto dell'imprenditoria miope, cercando chiaramente di intervenire sull'anello debole del sistema produttivo, i lavoratori e le loro condizioni di lavoro.
Qui non si parla più di ricerca, di valorizzazione delle nostre eccellenze: si sta attuando un lavoro preparatorio sull'opinione pubblica al tentativo di azzeramento delle tutele dei lavoratori, i cui laboratori sono Pomigliano e Melfi.
Di certo non potranno rimangiarsi i decreti di recepimento delle direttive comunitarie, D.Lgs. 81 in primis (Tremonti è attardato alla 626), ma il messaggio è chiaro a tutti i lavoratori: accontentatevi di ciò che il futuro vi riserverà, qualunque esso sia.





domenica 18 aprile 2010

Fatta la Legge ... chi controlla ?


Mercato Rosati, sabato scorso. Tutto regolare. Proprio come richiede la legge.


Ortofrutta

Ai sensi dell’art. 6 del Reg. CE n. 2200/96, per i Prodotti Venduti al Dettaglio allo Stato Sfuso è necessario che il rivenditore apponga sulla merce un cartello sul quale figurino in caratteri chiari e leggibili le indicazioni relative:

  1. alla varietà (le norme di qualità/commercializzazione relative ad ogni prodotto stabiliscono come va indicata in relazione alla specie);

  2. all’origine del prodotto (Paese d'origine ed eventualmente zona di produzione);

  3. alla categoria (I, II, Extra, individuata sempre in relazione alle caratteristiche del prodotto come previste dalle specifiche norme di qualità);

  4. agli eventuali additivi aggiunti per il trattamento di superficie della frutta confezionato.

  5. eventuale calibro (facoltativo)

martedì 24 novembre 2009

Non ci sono più le mezze stagioni ... o forse si


Ci sono notizie che mi turbano, alcune per il loro contenuto oggettivo, altre per le riflessioni che impongono.
Quella della pubblicazione "hackeriana" del traffico di e-mail tra le migliori menti che si sono occupate, negli ultimi lustri, della analisi e dell'elaborazione dei dati relativi al riscaldamento globale, appartiene sicuramente alla seconda schiera.
L'autenticità delle mail, molte delle quali datate anni novanta, è stata confermata dagli stessi autori, che però tendono a minimizzare le "notizie" di manipolazioni ai dati finalizzate a comprovare la bontà dei modelli climatici catastrofisti.
Fa riflettere che i dati stessi di partenza degli studi e delle ricerche vengano manipolati ed adottati a proprio uso e consumo dalla comunità scientifica internazionale, e che quindi possiamo parlare di tutto e convincerci del contrario di tutto, senza avere mai la certezza di conoscere sempre la realtà delle cose.
E questa sensazione di smarrimento non è certo disillusione, sappiamo tutti ormai quanto i media vadano letti con serenità e spirito critico, e fin qui c'eravamo anche prima di questa notizia.
Ma qui si parla di clima, di ambiente, di pianeta terra, e non avrei mai pensato ad una regia che pilotasse i dati scientifici per comprovare le teorie e gli algoritmi dei ricercatori ed alimentare il pessimismo climatico. O quantomeno, avrei pensato all'esistenza di pressioni nell'altro senso, a screditare il catastrofismo sul riscaldamento globale.
Boh, cui prodest, a chi giova? E soprattutto, di chi e cosa, oramai, possiamo fidarci?

giovedì 9 luglio 2009

Ciclocross a via Napoli






Sabato scorso ho avuto la splendida idea di fare una passeggiata in bici con mio figlio maggiore in città, e di impegnare la pista ciclabile.
Direte: vuoi sparare sulla Croce Rossa?
No, però la situazione è peggiorata di molto rispetto a qualche tempo fa.
Soprattutto su via Napoli, dove le radici degli alberi hanno creato dossi e buche impressionanti, da pista di decollo, tali da rendere il percorso difficoltoso per i pedoni, figuriamoci per le bici ....
Piste ciclabili nate male, ma manutenute peggio.
Vedere le foto per credere !

giovedì 4 giugno 2009

PUBBLICITA' REGRESSO




 E' facile constatare, percorrendo in questi giorni le strade della nostra città, come ci sia una totale identificazione, oramai, tra la spazzatura e molti candidati alle elezioni comunali del prossimo fine settimana.  
 Quantomeno escono allo scoperto !!!

mercoledì 18 febbraio 2009

Un urlo sommesso ed assordante


 Leggo su Foggiaweb una mail di una donna, G.R., che con pochissime parole denuncia una violenza domestica ad opera del marito. 
 E ne rimango profondamente turbato. Perchè ci si scopre inermi.  Perchè di fronte a questi drammi, consumati nel "nido" familiare, quale aiuto concretamente si può dare?
 Che soluzione, soprattutto, può esserci, ad una ferita che, come lei stessa afferma, non sarà mai sanata, anche quando la giustizia dovesse fare il suo corso?
 Non servirà a nulla, ma questa è la mia mail su quel forum.

Per G.R.
Credimi, G.R., sono sconvolto dalla tua mail.
Poche parole, quelle giuste per lanciare un messaggio crudo.
Un grido d'aiuto, e insieme la consapevolezza che non cambierà nulla, forse.

Uno stato d'animo che non potrò mai comprendere appieno.
Non ho ricette o soluzioni, fa' solo quello che il tuo cuore ferito ti dirà.
E so già che la mia solidarietà servirà a poco, ne ho coscienza.

Ma ti sono, comunque e sinceramente, vicino.

domenica 8 febbraio 2009

Che ne direbbe Ippocrate?

 Mi sfugge un dettaglio a riguardo della soppressione del divieto di denuncia degli immigrati clandestini da parte dei medici, contenuto in un emendamento al ddl sicurezza in corso di approvazione.  
 Invece di cercare di contrastare in maniera efficace gli ingressi di clandestini nel nostro paese, costringeremo quelli già presenti su suolo italiano a non curarsi o a creare un sottobosco di sanità "alternativa" ed illegale? 
 Non sarà mica che il rimedio sia peggiore del male?
 Chissà cosa ne direbbe Ippocrate ...

domenica 18 gennaio 2009

Quando madre significa fuorilegge


 Un caso dai forti contorni umanitari ed affettivi che sta arrivando all'assurdo epilogo di vedere la madre privata dei figli e della propria libertà solo per il fatto di non essere cittadina tedesca.

 Un caso che testimonia, ove non fosse ancora palese, che l'Europa unita è un traguardo lontanissimo, che le istituzioni nazionali continuano ad operare in assoluta autonomia e secondo principi illogicamente nazionalistici.  Ed il termine nazionalistico, proprio per un caso che interessa la Germania, non è stato utilizzato a caso - da Wikipedia " .... dottrine ed i movimenti che sostengono l'affermazione, l'esaltazione ed il potenziamento della nazione intesa come collettività omogenea, ritenuta depositaria di valori tradizionali tipici ed esclusivi, del patrimonio culturale e spirituale nazionale ....

 Chi vuole intendere, intenda. Ma, soprattutto, le istituzioni italiane e comunitarie si impegnino, si mobilitino affinchè questi drammi familiari non si consumino più in paesi "civili" appartenenti alla stessa Europa Unita.

da www.corriere.it - articolo di Danilo Taino del 22 dicembre 2008

Oggi, la vita di Marinella Colombo potrebbe crollare. Rischia cinque anni di prigione perché si è trasferita a Milano. Soprattutto, rischia che i suoi due figli, di sei e dieci anni, al momento «latitanti», vengano presi, «portati in un istituto in Germania e poi affidati a una famiglia tedesca — dice —. Con la prospettiva di non vederli più». Una madre contro lo Jugendamt, l'Ufficio per i minori tedesco che ha poteri di influenza sulle vite dei bambini e delle famiglie che non hanno uguali in nessun altro Paese d'Europa. È la battaglia di una donna per salvarsi, con i suoi figli, da un potere molto spesso positivo, altre volte intrusivo fino alla disperazione. Lo Jugendamt ha il compito di verificare il benessere dei minorenni e in genere svolge un'opera importante nei casi di violenza, abusi, malnutrizione. Altre volte, però, la sua attività è più che controversa: la tendenza a impedire che bambini nati in Germania da un genitore tedesco e uno straniero lascino il Paese è stata denunciata in centinaia di petizioni al Parlamento europeo, al Consiglio d'Europa e alle Nazioni Unite. Questo è il primo caso che coinvolge una cittadina italiana, ma le vicende simili sono molte: nelle scorse settimane, per dire, una madre polacca, Beata Pokrzeptovicz, ha scosso la Germania e soprattutto la Polonia quando ha «rapito », a Düsseldorf, il figlio di nove anni, disperata perché lo Jugendamt le impediva di vederlo. Marinella Colombo e Jörg Tobias Ritter si separano alla fine del 2006. I figli, Leonardo e Nicolò, sono in affido congiunto con residenza principale presso la madre, a Taufkirchen, nei pressi di Monaco di Baviera. A inizio 2008, alla signora Colombo viene offerto «un ottimo» lavoro a Milano. Iniziano così le procedure legali per avere il permesso di trasferirsi con i bambini in Italia. Nella dichiarazione che scrive al tribunale tedesco, si impegna a portare i figli una volta al mese a Monaco dal padre e a permettergli di visitarli a Milano. Nel frattempo, il tribunale aveva nominato due curatori dei figli, funzionari legati allo Jugendamt, di fatto terzi genitori con il compito di garantire il bene dei bambini. «Da quel momento, si ingeriscono nella loro vita — racconta la madre —. Li interrogano a lungo chiusi in una stanza, da soli, uno per volta. Quando sono con il padre impediscono loro di telefonarmi. Disperati, ovviamente, pianti convulsi: dopo due anni così, hanno terrore di tutto ciò che è tedesco, loro che sono perfettamente bilingui».


Lo scorso giugno, la richiesta di trasferimento viene respinta. Il 24 agosto, la polizia di Monaco emette un mandato di arresto europeo per la signora Colombo per sottrazione di minori. I quali, in realtà, in quel momento sono in vacanza con il padre. Lei, ignara, si presenta all'udienza di ricorso per il trasferimento, il 2 settembre. Ma non viene arrestata. Il tribunale si limita a respingere il ricorso. «A un certo punto ho capito, definitivamente, che stavano costruendo un caso — dice —. Che avrebbero cercato di non fare uscire i bambini dalla Germania, in nessun modo, e poi di togliermi l'affido». Il 14 settembre, dunque, prende Leonardo e Nicolò e guida da Monaco a Milano. Il 24 settembre parte un altro mandato di arresto e il 27 ottobre Marinella Colombo si costituisce, a Milano, rilasciata poi con l'obbligo di firma settimanale. Intanto, i figli hanno iniziato la scuola. Il 2 dicembre, però, il tribunale dei minori di Milano decide positivamente su una richiesta dello Jugendamt per il rimpatrio dei bambini (che hanno anche passaporto italiano) e ne ordina l'esecuzione immediata. «Una delusione enorme », dice la madre, che a quel punto li nasconde: latitanti. Oggi, la quinta sezione penale del tribunale della metropoli lombarda dovrà decidere se estradare la signora Colombo, come chiesto dalle autorità tedesche: la pena, in Germania, può arrivare a cinque anni di carcere. Nella vicenda, il ruolo dello Jugendamt è fondamentale. L'Ufficio — istituito con lo stesso nome nel 1939 sotto la supervisione di Heinrich Himmler e poi riformato negli Anni Settanta — ha sedi in tutto il Paese, è praticamente un potere autonomo, con scarsi controlli e forti legami con la politica locale. Soprattutto — unico in Europa — è allo stesso tempo assistente sociale e magistrato, nel senso che prende decisioni amministrative su questioni essenziali per le famiglie. Il prossimo febbraio, il Consiglio per i Diritti umani delle Nazioni Unite, discuterà di questa istituzione. Molte sono le denunce presentate al Parlamento europeo. La Dichiarazione di Bemberg sullo Jugendamt, stilata dalle Organizzazioni non governative presso il Consiglio d'Europa nell'ottobre 2007, dice tra le altre cose che «è quasi impossibile chiamare a rispondere i dipendenti di questo ufficio né per la legge civile né per la legge penale». Nella vicenda Colombo-Ritter, è come minimo stato decisivo — in quanto terzo genitore — nelle sentenze dei tribunali tedeschi e ha probabilmente fatto precipitare nel dramma un conflitto tra genitori. Per questo articolo, la signora Oddoy del Kreisjugendamt di Monaco ha detto di non potere commentare il caso Colombo- Ritter, in quanto non pubblico. Lo stesso ha detto Ingrid Kaps, portavoce del tribunale di Monaco.

Io tifo per Marinella, e per tutte le persone che si ritrovano in incubi simili, che il suo diritto sacrosanto di madre venga affermato, con tutte le garanzie ed i controlli che il diritto nazionale ed internazionale dovrà ovviamente esercitare.

 Foto e articolo da Corriere.it del 22 dicembre 2008


giovedì 3 luglio 2008

Saggezza nordica


In Norvegia installano segnali stradali che avvertono chi parcheggia autovetture:
"Vuota la tua auto, prima che lo faccia un ladro".

Sicuramente originale, simpatico ancorchè utile, ma quanti segnali di questo tipo dovrebbero tappezzare la nostra ridente città?

Sarebbe sicuramente antieconomico per un'amministrazione comunale già in bolletta ...

mercoledì 2 luglio 2008

Strutture sportive in città


Campetto di basket al Centro Commerciale Mongolfiera.
Non vi fate ingannare dalla scarsa qualità della foto, quelli che vedete sono proprio cassonetti dell'immondizia e carrelli della spesa.
E non è un caso che non ci giochi nessuno, purtroppo.


martedì 1 luglio 2008

Mercato Rosati: bonifichiamo?

Ripropongo un post di un paio di mesi fa.
Non voglio risultare ripetitivo, ma ogni volta che passo per via Rosati, mi sembra assurdo che non si faccia nulla per sanare situazioni di degrado indegne di una città "quasi civile" come la nostra.
Non si fa nulla, e le temperature di questi giorni peggiorano situazioni e condizioni di vita assurde per i residenti, del tutto anomale.
Siamo tutti così anestetizzati a via Rosati da non accorgerci più di nulla?
Perché via Rosati è "off limit" a chi dovrebbe controllare sulla legalità e vigilare sul rispetto delle norme igieniche?




Mi chiedo, ogniqualvolta percorro via Rosati o le strade limitrofe, perchè lì è concesso di tutto, dall'abusivismo alla totale incuranza delle norme igieniche più elementari,
dal parcheggio selvaggio alla occupazione dei marciapiedi con cassette di prodotti ortofrutticoli e tant'altro, dalla mancata esposizione delle informazioni dei prodotti in vendita fino all'abbandono incivile degli scarti e dei rifiuti per strada al termine della vendita.

Se dovessimo misurare il grado di civiltà della nostra città da quello che si vede al mercato Rosati, beh, allora siamo messi molto male.

sabato 7 giugno 2008

Venditori abusivi


Leggo stamattima sui giornali "Foggia - Vigili urbani in campo contro i venditori abusivi".

Consentitemi una grossa, grassa risata ... cosa vorrebbe significare, una stretta di controlli contro l'abusivismo nel commercio per strada, nella città del "volemose bene, a tutti è concesso ... anche loro hanno famiglia" ?

Vogliamo iniziare oggi stesso dalla zona di via Rosati? E venerdì prossimo continuare al mercato del venerdì? O in qualsiasi altro giorno, davanti a tutti i supermercati della città e ad ogni angolo di strada?

lunedì 2 giugno 2008

Lo scempio del Gargano




Tornando a Foggia dopo un weekend sul Gargano, ho letto l'intervento di Libero su Foggiaweb, concordando con lui sullo sconforto che suscita lo spettacolo lasciato dagli incendi dello scorso anno. Dissento su un punto: io ho scelto di documentare con fotografie questa immensa ferita inferta al nostro promontorio, sperando che nessuno possa, in futuro, provocare un simile disastro.